Focolaio epidemico di Opisthorchiasi

 

E' in atto un focolaio epidemico di Opisthorchiasi per consumo di pesce di lago marinato - presumibilmente tinca - proveniente dal lago di Bolsena e consumato con ogni probabilità alla fine di luglio  in un ristorante nei pressi del lago di Bolsena.

La maggior parte delle persone infette dichiara di aver consumato il pesce (ufficialmente servito come filetti di coregone) tra il 20-25 luglio.

 

Il periodo di incubazione di questa malattia è molto lungo per cui i primi casi clinici sono stati segnalati solo dopo il 15 agosto.

 

La sintomatologia è generalmente molto sfumata (febbre, dolori addominali, mal di testa, astenia, artralgia, diarrea, nausea) o possono essere del tutto asintomatici, ma talvolta possono anche presentare un quadro con febbre elevata (40°C). Tuttavia tutte le persone infette mostrano eosinofilia ed aumento degli enzimi epatici per cui se il medico non sospetta l’infezione possono essere poste diagnosi alternative.

 

L'Opisthorchiasi dovrebbe essere sospettata in persone con le seguenti caratteristiche:

  • Presenza nel mese di luglio nei pressi del lago di Bolsena
  • Consumo di pesce di lago marinato
  • Presenza di eosinofilia e aumento di enzimi epatici.

 

 immagine tinche

L'agente patogeno

Opisthorchiasis felineus è un trematode che per compiere il ciclo di vita necessita di tre ospiti: due ospiti intermedi (una lumaca d’acqua dolce e un pesce d’acqua dolce della famiglia Ciprinidae) ed un ospite definitivo (il gatto). In Italia, l’uomo funge solo da ospite occasionale.
Le uova del parassita che raggiungono l’acqua del lago tramite le feci dei gatti, vengono ingerite dalle lumache e si sviluppano in cercarie che abbandonano le lumache e penetrano nella pelle dei pesci (in Italia è stata trovata infetta solo la tinca).

IMPORTANTE
E' comunque opportuno evitare di consumare crudi questi tipi di pesci di lago, che possono contenere i parassiti che vengono eliminati dalla cottura o dal congelamento.
Il parassita è molto comune nelle tinche di alcuni laghi del Centro Italia (Bolsena, Bracciano, Trasimeno). Le tinche possono essere consumate cotte o dopo opportuno congelamento effettuato mediante apparati di tipo industriale. I congelatori di casa non sono in grado di devitalizzare questo parassita.


PER INFORMAZIONI: http://www.salute.gov.it/dettaglio/dettaglioNews.jsp?id=1668&tipo=new

Ultima modifica: 22/05/2012 Azienda Ulss n.4 "Alto Vicentino" - Via Rasa, 9 - 36016 Thiene (VI) - Codice ULSS 050/004 - C.F. e P.Iva 00913490249

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