Le TSE o cosiddette malattie prioniche sono una famiglia di malattie che colpiscono il cervello e il sistema nervoso di esseri umani e animali.
Si tratta di patologie causate da agenti patogeni simili, ovvero proteine di conformazione anomala chiamate prioni. Per questa ragione le TSE vengono anche definite “malattie da prioni”, si caratterizzano per un lungo periodo di incubazione che si protrae per diversi anni e il loro decorso è sempre infausto: attualmente non esistono vaccini né terapie efficaci in grado di debellare queste malattie.
Classificazione delle TSE (encefalopatie spongiformi trasmissibili)
Fig. 1 Cellule colpite da encefalopatia spongiforme
Legami tra le TSE negli animali e negli umani
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) hanno pubblicato un parere congiunto in cui si conduce una disamina delle ultime informazioni scientifiche disponibili sui possibili legami tra le encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) negli animali e negli umani.
I risultati del parere confermano che, attualmente, la sola TSE riconosciuta come zoonotica, cioè trasmissibile dagli animali agli umani, resta l’encefalopatia spongiforme bovina classica (BSE), nota negli umani come nuova variante della malattia di Creutzfeld-Jacob (nvCjd).
Per quanto concerne la scrapie classica negli ovini e nei caprini, nessuna prova epidemiologica dimostra finora che sia trasmissibile all’uomo, mentre per la scrapie atipica degli ovi-caprini il parere afferma che i dati scientifici attualmente disponibili sono troppo limitati per poter concludere che la malattia sia potenzialmente zoonotica.
Per altre TSE un determinato numero di incertezze rende attualmente impossibile tracciare delle conclusioni definitive sugli eventuali legami tra animali e umani. Uno dei motivi è che i dati di monitoraggio della TSE negli animali sono troppo recenti per essere raffrontati ai rispettivi dati umani. Il parere raccomanda pertanto che venga proseguito il monitoraggio sistematico della TSE tanto negli animali quanto negli umani.
Oltre ai dati epidemiologici, gli esperti scientifici hanno anche valutato le prove ottenute dalla trasmissione sperimentale delle TSE in studi di laboratorio. Il parere afferma che i risultati di alcuni di questi studi suggeriscono che potrebbe esservi una possibilità di trasferimento da animale a uomo di altre TSE, oltre alla BSE classica nei bovini.
Alcuni dati indicano in particolare che uno degli agenti della BSE atipica scoperto dopo il 2004, il BSE-L o agente BASE, può possedere un potenziale zoonotico analogo o più elevato rispetto all’agente della BSE classica. Il parere rileva comunque che attualmente non è possibile definire quanto questi studi siano informativi per la misurazione dei trasferimenti di TSE in condizioni reali di esposizione.
A cura del dr. Fabrizio de Stefani fabrizio.destefani@ulss4.veneto.it
Fonte EFSA: