Incontro del Comitato dei Sindaci del Distretto 2

 

Leggendo le dichiarazioni rilasciate da alcuni Sindaci a seguito dell’incontro del Comitato dei Sindaci del Distretto 2 (Conferenza dei Sindaci dell’ex Ulss 4 Alto Vicentino) dell’8 febbraio us., ritengo doveroso intervenire per meglio chiarire e informare.

L’argomento affrontato in Comitato riguardava l’applicazione di una delibera di Giunta Regionale, la nr. 740 del 14 maggio 2015, relativa alle nuove rette-tipo per i Centri diurni per persone con disabilità. In particolare con questo atto la Regione fissa tariffe e standard per garantire un’assistenza più equa e uniforme per tutte le persone con disabilità in ogni parte della Regione, in un contesto di sostenibilità economica e di responsabilizzazione già previsti dal Piano Socio Sanitario 2012/2016.

La Conferenza, a maggioranza, non ha accolto la proposta di aumentare di 0,36 centesimi la quota pro capite per l’applicazione della suddetta delibera regionale che complessivamente è quantificabile in 67.000,00 Euro a carico dei Comuni.

Alcune riflessioni.

Sulle forme di finanziamento. I Centri Diurni convenzionati per Disabili nella ex Ulss4 Alto Vicentino sono otto. Il finanziamento collegato all’applicazione della delibera 740, per complessivi Euro 224.000,00 annui, viene garantito per il 67,5% (pari a 140.000,00 Euro) dal bilancio sanitario (dalla Regione) e per il 32,5%, (pari a 67.000,00 Euro) dai bilanci comunali.

Appare chiaro che i 67.000,00 euro (a carico dei Comuni) non sono richiesti per fronteggiare la riforma sanitaria, ma bensì per garantire l’applicazione di tariffe tipo per i Centri Diurni per disabili. Conseguentemente, associare la proposta in questione a presunti tagli e al finanziamento diretto dei cittadini per “mantenere la sanità”, non corrispondendo al vero, è fuorviante.

La determinazione delle percentuali a carico del sanitario (Regione) e del sociale (Comuni) è prevista a livello nazionale nelle disposizioni che riguardano i Livelli Essenziali di Assistenza e non dalla Regione. Affermare che “la Regione decide cosa rientra nel sociale e nel sanitario” pertanto non corrisponde al vero.

In conclusione, il percorso di attuazione della riforma sanitaria (Legge Regionale 19/2016, che prevede in Veneto oggi nove Aziende Ulss) non è collegato all’applicazione di una delibera regionale finalizzata invece a garantire standard assistenziali e relative tariffe in maniera equa e uniforme nel territorio regionale.

Non vi sono, nell’Azienda Ulss7 Pedemontana, “tagli” e riduzioni di servizi, bensì, proprio grazie alla riforma, è in corso un processo di razionalizzazione finalizzato a migliorare le prestazioni e i servizi ai cittadini.

La Direzione Generale è consapevole dell’importanza della collaborazione e del confronto costruttivo con diversi soggetti, in particolare con le Comunità Locali, per meglio attuare la riforma e conseguentemente continuerà a garantire disponibilità e informazioni anche per chiarire alcuni ambiti che, ai non addetti ai lavori, possono creare equivoci e confusioni.

 

Thiene, 10 febbraio 2017

IL DIRETTORE GENERALE
(Giorgio Roberti)

Ultimo aggiornamento 14/06/2017
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